Il linguaggio della sopravvivenza: come gli scienziati stanno affrontando la ricerca sul clima sotto l’amministrazione Trump

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Per molti ricercatori del governo federale degli Stati Uniti è stato tracciato un confine nuovo e invisibile. Non è un muro fisico, ma linguistico. In dipartimenti come l’Agricultural Research Service dell’USDA, alcune parole sono diventate “proibite”, in particolare termini come “cambiamento climatico”, “riscaldamento globale” e “sequestro del carbonio”.

Mentre l’amministrazione Trump attua cambiamenti radicali nelle agenzie federali, gli scienziati scoprono che la sopravvivenza delle loro ricerche – e il lavoro del loro personale – spesso dipende dalla loro capacità di padroneggiare l’arte dei sinonimi.

L’ascesa del “climate Hushing”

Il cambiamento nella comunicazione scientifica non è casuale; è una risposta diretta a un panorama politico in evoluzione. A seguito di una nota della direzione dell’USDA, al personale è stato chiesto di evitare oltre 100 frasi vietate. Ciò ha innescato un fenomeno che alcuni chiamano “climate hushing”, in cui i ricercatori evitano una terminologia politicamente sensibile per garantire che il loro lavoro rimanga finanziato e le loro posizioni restino sicure.

Per aggirare queste restrizioni, gli scienziati stanno adottando un nuovo vocabolario:
“Cambiamento climatico” è sostituito da “temperature elevate” o “clima estremo”.
“Resilienza climatica” diventa “resilienza costiera”.
“Malattia dovuta al clima” viene riformulata come “comportamento della malattia in condizioni ambientali specifiche”.

“È una cosa un po’ strana… non dare un nome al cambiamento climatico sembra sporco,” dice Trent Ford, un climatologo dello stato dell’Illinois. “Ma si tratta più di una decisione pratica: abbiamo visto dove le sovvenzioni che dicono tutto tranne il ‘cambiamento climatico’ riescono a passare senza problemi.”

Tendenze dei dati: un drastico calo nella ricerca esplicita

L’impatto di questo cambiamento linguistico è chiaramente visibile nei dati forniti dalla National Science Foundation (NSF). Un’analisi delle sovvenzioni della NSF rivela una tendenza sconcertante:

  • Un crollo del 77% nelle sovvenzioni che utilizzavano esplicitamente il termine “cambiamento climatico” nei titoli o negli abstract tra il 2023 e l’anno più recente.
  • Un corrispondente aumento nell’uso di termini come “clima estremo”, suggerendo che mentre il oggetto della ricerca rimane, l’etichetta è stata cancellata.
  • La scomparsa dei termini DEI: I riferimenti a “Diversità, Equità e Inclusione” (DEI) sono completamente scomparsi dalle sovvenzioni della NSF, poiché termini come “equità” e “giustizia ambientale” sono diventati politicamente ancora più tossici della stessa scienza del clima.

Il costo della conformità

Questa non è semplicemente una questione di semantica; ha conseguenze nel mondo reale per il progresso scientifico e la stabilità istituzionale.

1. Volatilità dei finanziamenti

Il Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE) e tagli amministrativi più ampi hanno portato all’eliminazione di importanti programmi di ricerca. In alcuni casi, i progetti sono stati eliminati semplicemente perché portavano l’etichetta “CC” (Cambiamento Climatico), anche se la ricerca stessa era vitale per l’agricoltura o la sicurezza alimentare.

2. La “condanna a morte” per le proposte

I ricercatori riferiscono che il linguaggio richiesto da un’amministrazione può diventare una “condanna a morte” per una sovvenzione nell’ambito di quella successiva. Ad esempio, una proposta che prevedeva il mandato di coinvolgere “diversi stakeholder agricoli” è stata costretta a rivolgersi a “tutti gli agricoltori americani” per ottenere l’approvazione.

3. La posta in gioco economica

Per le università la posta in gioco è personale. Come ha osservato un ricercatore, ottenere una borsa di studio, anche se con un linguaggio sterilizzato, è spesso l’unico modo per prevenire il licenziamento di studenti laureati e personale a tempo pieno.

Alla ricerca di nuove frontiere

Poiché i finanziamenti federali diventano sempre più condizionati o scarsi, la comunità scientifica guarda altrove per sostenere il proprio lavoro. Alcuni ricercatori si stanno rivolgendo a:
* Finanziamenti privati: Ricerca di sovvenzioni da parte di organizzazioni filantropiche per studiare la comunicazione sul clima.
* Partnership internazionali: Cercando di rivolgersi ad enti esteri, come il Consiglio norvegese delle ricerche, per finanziare studi che potrebbero essere politicamente irrealizzabili negli Stati Uniti.

Conclusione

Il panorama attuale impone alla comunità scientifica una scelta difficile: aderire agli standard linguistici politici per mantenere viva la ricerca, o mantenere la nomenclatura scientifica col rischio di perdere finanziamenti. Sebbene “l’uso intelligente delle parole” consenta a gran parte del lavoro di continuare, solleva questioni fondamentali sulla trasparenza e sulla direzione a lungo termine della scienza finanziata dal governo federale.

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