Nintendo ha intentato una causa contro il governo degli Stati Uniti, chiedendo il rimborso completo delle tariffe imposte durante l’amministrazione Trump che hanno interrotto il lancio della sua console Switch 2. La mossa fa seguito alla recente decisione della Corte Suprema di abbattere le tariffe, aprendo la porta ad aziende come Nintendo a recuperare le tariffe pagate con gli interessi.
Contesto: le tariffe e il loro impatto
Nel 2023, l’amministrazione del presidente Trump ha implementato le tariffe ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977, influenzando un’ampia gamma di settori, tra cui tecnologia e giochi. Nintendo è stata costretta a ritardare i preordini per Switch 2 a causa dell’incertezza che circonda queste tariffe, che a volte superano il miliardo di dollari a trimestre per le grandi aziende.
All’epoca, molte aziende evitarono di incolpare direttamente le tariffe, attribuendo invece i ritardi e gli aumenti dei prezzi all’”evoluzione delle condizioni del mercato”. Tuttavia, con la sentenza della Corte Suprema contro le tariffe, Nintendo e oltre 1.000 altre società – tra cui FedEx e Costco – stanno ora intraprendendo un’azione legale.
Le specifiche della causa
La causa, depositata presso la Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti, nomina come imputati gli Stati Uniti d’America, diversi funzionari dell’amministrazione Trump (tra cui l’ex segretario alla Sicurezza Nazionale Kristi Noem) e agenzie come la US Customs & Border Protection, il Tesoro e il Dipartimento del Commercio.
Nintendo chiede un “immediato rimborso, con interessi” per tutte le tariffe tariffarie riscosse illegalmente. La causa sostiene esplicitamente che la società ha subito un danno finanziario sostanziale a causa delle tariffe, nonostante alla fine abbia lanciato lo Switch 2 al suo prezzo originale di $ 449,99. Alcuni accessori hanno subito aumenti di prezzo a causa delle tariffe.
Implicazioni future
Sebbene Nintendo chieda il rimborso completo, è improbabile che i consumatori che hanno sopportato il peso maggiore di questi aumenti di prezzo riceveranno un rimborso diretto. La decisione del tribunale determinerà se le aziende hanno legalmente il diritto di reclamare le tariffe pagate, ma il processo legale potrebbe richiedere molto tempo.
In particolare, Trump ha già annunciato piani per nuove tariffe – un tasso globale del 10% con potenziali aumenti al 15% – sollevando preoccupazioni per future interruzioni nel settore tecnologico. Questa causa sottolinea le conseguenze a lungo termine delle politiche commerciali e le ripercussioni finanziarie per le imprese intrappolate nel mezzo.





















