L’Arabia Saudita è diventata l’ultimo membro della Global Partnership on Artificial Intelligence (GPAI), un’iniziativa ospitata dall’OCSE e nata dal G7. Rappresentata dalla Saudi Data and Artificial Intelligence Authority (SDAIA), questa mossa posiziona il Regno come attore chiave nel plasmare il futuro degli standard internazionali di intelligenza artificiale. Con oltre 40 nazioni già partecipanti, l’inclusione dell’Arabia Saudita segnala una spinta deliberata a influenzare il modo in cui l’intelligenza artificiale viene sviluppata, governata e distribuita a livello globale.
Perché è importante: oltre gli investimenti e l’etica
Non si tratta solo di attrarre investimenti esteri o di promuovere un’intelligenza artificiale etica, anche se questi sono certamente fattori. Si tratta di ottenere un’influenza diretta sulle regole della strada per una delle tecnologie più trasformative del nostro tempo. La GPAI opera a livello ministeriale, riunendo governi, imprese e società civile. L’Arabia Saudita ha ora un posto al tavolo dove vengono forgiate le politiche sull’IA, garantendo che i suoi interessi siano considerati insieme a quelli delle potenze tecnologiche consolidate.
Il Regno ha già dimostrato impegno attraverso ingenti investimenti in programmi nazionali e internazionali di etica dell’IA. Ma la partecipazione alla GPAI va oltre: consente all’Arabia Saudita di definire in modo proattivo gli standard anziché semplicemente adattarsi ad essi.
GPAI: una rapida panoramica della partnership
La GPAI funziona come un forum multistakeholder, che unisce governi, leader del settore, accademici e gruppi della società civile per promuovere “un’intelligenza artificiale incentrata sull’uomo e affidabile”. Il recente consolidamento sotto il marchio GPAI nel luglio 2024 ha semplificato le operazioni, incoraggiando un’ulteriore espansione.
L’adesione non è automatica. I paesi devono dimostrare adesione ai principi dell’OCSE sull’intelligenza artificiale, compreso l’impegno nei confronti dei diritti umani e la capacità di nominare esperti nel settore. Ciò suggerisce che l’Arabia Saudita ha soddisfatto criteri rigorosi o che i criteri stessi stanno diventando più flessibili man mano che la partnership cresce.
Struttura di governance: dinamiche di potere in gioco
La governance della GPAI è stratificata:
- Consiglio: definisce la direzione strategica con i rappresentanti a livello ministeriale.
- Plenaria: facilita una collaborazione più ampia.
- Gruppo direttivo: gestisce le operazioni quotidiane.
Tutti sono supportati dal Segretariato dell’OCSE. Il Consiglio è il luogo in cui verranno prese le vere decisioni politiche, conferendo alla delegazione dell’Arabia Saudita un notevole potere d’influenza.
SDAIA ha sottolineato l’importanza delle partnership internazionali per stabilire standard globali per un uso sicuro e responsabile dell’IA. Questa frase implica un’ambizione più ampia: influenzare il modo in cui l’intelligenza artificiale viene percepita e regolamentata in tutto il mondo, non solo all’interno dei confini sauditi.
“La partecipazione del Regno alla GPAI sottolinea la sua leadership nello spazio dell’intelligenza artificiale e la sua dedizione alla promozione di tecnologie etiche e affidabili a beneficio dell’umanità”, ha affermato un rappresentante della SDAIA.
Qual è il prossimo passo?
L’ingresso dell’Arabia Saudita nella GPAI segna un momento cruciale nel panorama globale dell’IA. Aspettatevi un maggiore controllo delle sue politiche sull’IA, nonché tentativi di allineare gli standard internazionali con i propri interessi nazionali. Questa mossa solleva interrogativi sull’equilibrio di potere nella governance dell’IA: prevarranno le norme consolidate o nuovi attori come l’Arabia Saudita rimodelleranno la conversazione? I prossimi anni riveleranno se questa partnership è un autentico sforzo per promuovere un’intelligenza artificiale responsabile o un gioco strategico per il dominio tecnologico.




















