Il Medio Oriente sta rapidamente emergendo come leader globale nell’integrazione dell’intelligenza artificiale sul posto di lavoro. Secondo il PwC Middle East Workforce Hopes and Fears Survey 2025, tre quarti della forza lavoro regionale ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale nell’ultimo anno, una cifra che supera significativamente la media globale del 69%.
Questa ondata di adozione non riguarda solo l’utilizzo degli strumenti; si sta traducendo in benefici professionali tangibili. I dipendenti regionali segnalano livelli più elevati di produttività, creatività e qualità del lavoro rispetto ai loro colleghi internazionali, segnalando un profondo cambiamento nel modo in cui il lavoro viene svolto in tutto il Golfo.
Leader regionale nella trasformazione digitale
I dati evidenziano un elevato livello di coinvolgimento nei mercati chiave della regione, in particolare negli Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar.
- Emirati Arabi Uniti (EAU): il 72% dei dipendenti utilizza l’intelligenza artificiale al lavoro, con l’83% che segnala incrementi di produttività. Questo elevato tasso di adozione è in linea con le ambizioni della Strategia nazionale sull’intelligenza artificiale degli Emirati Arabi Uniti 2031.
- Arabia Saudita: il 69% della forza lavoro utilizza l’intelligenza artificiale. In particolare, il 55% degli intervistati sauditi ritiene che l’intelligenza artificiale effettivamente migliorerà la sicurezza del proprio lavoro, in netto contrasto con la media globale del 38%.
- Qatar: il 69% dei dipendenti ha integrato l’intelligenza artificiale nei propri ruoli, con oltre l’80% che segnala miglioramenti nella qualità del lavoro, nella produttività e nella creatività.
Promuovere l’efficienza e la creatività
L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla forza lavoro regionale va oltre la semplice automazione. L’indagine rivela che i dipendenti del Medio Oriente vedono vantaggi qualitativi più profondi rispetto al resto del mondo:
- Produttività: il 92% degli intervistati regionali segnala un miglioramento della produttività (rispetto al 77% a livello globale).
- Qualità del lavoro: l’87% dichiara risultati di qualità superiore (rispetto a benchmark globali inferiori).
- Creatività: l’84% segnala capacità creative migliorate.
Questa tendenza è in gran parte guidata dai Millennial e dalla Generazione Z, che stanno adottando nuovi strumenti più rapidamente rispetto alle generazioni più anziane, posizionando i talenti più giovani come i principali motori della trasformazione digitale all’interno delle loro organizzazioni.
L’elemento umano: priorità e pressioni
Nonostante l’ottimismo tecnologico, la forza lavoro si trova ad affrontare complessi cambiamenti socioeconomici. L’indagine identifica diverse tendenze critiche riguardanti il sentiment dei dipendenti:
1. La priorità della stabilità
La sicurezza del lavoro è diventata la preoccupazione principale per la forza lavoro regionale, con l’85% che la considera “molto importante”. È interessante notare che c’è un cambiamento visibile nel comportamento professionale: la percentuale di dipendenti che intendono chiedere aumenti di stipendio è scesa dal 71% nel 2024 a solo il 46% nel 2025, suggerendo un approccio più cauto o incentrato sulla sicurezza all’avanzamento professionale.
2. La corsa alle competenze
La forza lavoro del Medio Oriente sta dando priorità all’apprendimento continuo. Il 69% dei dipendenti ha dichiarato di aver acquisito nuove competenze nell’ultimo anno (rispetto al 56% a livello globale) e l’81% ha espresso una preferenza per ruoli che offrono competenze trasferibili.
3. Il rischio di burnout
Il rapido ritmo del cambiamento ha un costo. Il 45% dei dipendenti regionali dichiara di sentirsi stanco almeno una volta alla settimana e quasi la metà si sente sopraffatta. Ciò crea un paradosso: mentre il coinvolgimento rimane elevato, con il 78% ansioso di lavorare, il carico mentale di un ambiente digitale in rapida evoluzione sta aumentando.
Allineamento strategico: dai dipendenti agli amministratori delegati
L’entusiasmo della forza lavoro è rispecchiato dalla leadership. Gli approfondimenti del Global CEO Survey di PwC indicano che l’82% dei CEO del Medio Oriente ritiene che la propria cultura organizzativa supporti l’adozione dell’intelligenza artificiale. Inoltre, la regione è all’avanguardia nell’applicazione pratica: quasi il 40% dei CEO del Medio Oriente ha già implementato l’intelligenza artificiale per il servizio clienti e la generazione della domanda, rispetto al solo 22% a livello globale.
Questo allineamento tra l’utilizzo dei dipendenti e la strategia esecutiva è un fattore primario alla base della performance economica della regione, con le aziende del Medio Oriente che segnalano una crescita media dei ricavi del 12%, superando la media globale dell’8%.
La rapida integrazione dell’intelligenza artificiale in Medio Oriente non è una coincidenza; è il risultato di strategie nazionali coordinate e di investimenti significativi nelle infrastrutture digitali che hanno preparato la forza lavoro a scalare queste tecnologie più velocemente della maggior parte del mondo.
Conclusione
Il Medio Oriente è riuscito a colmare con successo il divario tra il potenziale dell’intelligenza artificiale e l’applicazione pratica, con conseguente produttività e creatività superiori. Tuttavia, per sostenere questo slancio, i leader devono affrontare i crescenti livelli di affaticamento dei dipendenti e la crescente domanda di sicurezza sul lavoro.





















