Una recente indagine ha alzato il sipario su The Wire di Acutus, un canale di notizie che afferma di praticare il “giornalismo collaborativo” ma sembra essere quasi interamente guidato dall’intelligenza artificiale. I risultati suggeriscono una tendenza preoccupante in cui l’intelligenza artificiale non viene utilizzata solo per assistere nella scrittura, ma per produrre una narrazione specifica con il pretesto di un reporting indipendente.
Una redazione spettrale
Dal suo lancio alla fine del 2025, The Wire by Acutus ha pubblicato quasi 100 articoli che coprono diversi settori, tra cui tecnologia, sanità e scienza. Nonostante il suo aspetto professionale, il sito manca di un masthead tradizionale. Non ci sono redattori nominati, giornalisti accreditati e nessun elenco trasparente di contributori.
Mentre la pagina “Informazioni” del sito descrive un sofisticato processo di “sintesi” delle prospettive dei contributori umani in storie equilibrate, i dati raccontano una storia diversa. Il giornalista Tyler Johnston ha utilizzato Pangram, uno strumento di rilevamento basato sull’intelligenza artificiale, per analizzare l’output del sito. I risultati sono stati netti:
- Il 69% degli articoli è stato contrassegnato come completamente generato dall’intelligenza artificiale.
- Il 28% è stato contrassegnato come parzialmente generato dall’intelligenza artificiale.
Solo tre articoli * sono stati classificati come aventi paternità umana.
Distorsioni algoritmiche e interessi nascosti
Al di là del rilevamento tecnico dell’IA, la sostanza della segnalazione solleva significativi segnali d’allarme. Il contenuto mostra un pregiudizio coerente e unilaterale: è in stragrande maggioranza a favore dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e spesso sprezzante nei confronti di coloro che sono critici nei confronti della tecnologia. Gli articoli utilizzano spesso inquadrature provocatorie, come avvertimenti contro il “crescente radicalismo anti-IA” o mettere in discussione le motivazioni politiche dietro la regolamentazione dell’IA.
L’indagine ha preso una svolta più seria esaminando il modo in cui questo contenuto viene amplificato. Nonostante abbia una presenza minima sui social media, il sito riceve un coinvolgimento significativo su X (ex Twitter). Gran parte di questo impegno può essere fatto risalire a Patrick Hynes, presidente della società di pubbliche relazioni Novus Public Affairs.
Il collegamento è fondamentale: Novus Public Affairs rappresenta Targeted Victory, la società di consulenza responsabile della guida delle attività di lobbying di OpenAI a Washington.
Perché è importante: l’erosione dell’integrità delle informazioni
Questa scoperta evidenzia una preoccupazione crescente nell’era digitale: l’ascesa dell’“astroturfing” tramite l’intelligenza artificiale. Ciò si verifica quando contenuti automatizzati o semi-automatizzati vengono utilizzati per creare una falsa impressione di un diffuso sostegno di base o di un consenso giornalistico indipendente per uno specifico interesse aziendale.
Questo va oltre la semplice disinformazione. Rappresenta un tentativo sofisticato di:
1. Autorità di produzione: utilizzo del formato di un sito di notizie per conferire legittimità agli obiettivi di lobbying.
2. Automatizzare la persuasione: utilizzare l’intelligenza artificiale per sfornare elevati volumi di contenuti distorti che è difficile per il lettore medio distinguere dai resoconti umani.
3. Aggirare la trasparenza: nascondere gli interessi aziendali e politici dietro i contenuti utilizzando “team editoriali” anonimi e guidati dall’intelligenza artificiale.
Se questi risultati sono accurati, ciò suggerisce una violazione dell’etica in cui un’entità guidata dall’intelligenza artificiale potrebbe travisare il proprio lavoro come “giornalismo indipendente” per servire specifici interessi normativi e di lobbying.
Conclusione
Il caso di The Wire di Acutus serve da avvertimento sul fatto che il confine tra notizie indipendenti e propaganda aziendale automatizzata si sta offuscando. Man mano che gli strumenti di intelligenza artificiale diventeranno più capaci, la sfida per i lettori sarà quella di distinguere il vero giornalismo dalle narrazioni generate algoritmicamente progettate per influenzare le politiche pubbliche.





















